dal 1865 al 1870
Durante questo periodo, numerose zone ed in interi quartieri furono rispettivamente ristrutturati ed ampliati, o edificati ex novo per garantire capienza e ricettività oltre la possibilità del momento. Il fermento di rifondazione non fu solo architettonica ma anche la vita mondana e culturale della Culla del Rinascimento sembrava adattarsi al "Ritmo Capitale".Sorgono numerosissimi i club, i circoli, i luoghi di ritrovo. Il Casino dei nobili, al primo piano in via Tornabuoni quasi dirimpetto al caffè Doney, diviene con la capitale il ritrovo preferito dei nuovi cittadini. All'ora della passeggiata, quando 'tutta Firenze', a piedi o nelle carrozze, percorre via Tornabuoni andando o tornando dal Lungarno o dalle Cascine, i soci del Club sono fermi sul marciapiede davanti alla loro porta a vederla passare.
Sul far della sera, le decine e decine di carrozze private, vetture di rimessa e di piazza, tornando dalla passeggiata quotidiana alle Cascine percorrono il lungarno fino al ponte S. Trinita e infilando la via Tornabuoni si disperdono per le varie parti della città.
Il Caffè Doney, chiamato 'delle Colonne', per le quattro colonne che sostengono la volta della
sala principale dipinta di bianco con fregi d'oro, famoso per la qualità del cioccolato e del gelato,
in vendita sia d'estate sia d'inverno, è molto frequentato da aristocratici e borghesi, da letterati
e da politici. Davanti al locale sostano le carrozze eleganti, ma la mattina vi si fermano a prendere
il caffellatte col 'semel' imburrato le contadine del suburbio dirette al Mercato Centrale; e particolarmente,
quelle che vengono di là d'Arno o da porta al Prato.
I caffè, i ristoranti, i locali di ritrovo in genere si moltiplicano e sono molto frequentati.
Il vasto 'Caffè d'Italia', aperto nel 1860 sull'angolo del lungarno al ponte a S. Trinita di
fronte al palazzo Spini-Feroni; il Caffè Landini o di 'Flora' in via del Proconsolo, affollatissimo
in particolare la domenica sera; il Caffè Wital al Mercato Nuovo e il Caffè Ferruccio, poco lontano,
aperto fino a notte tarda; il Caffè 'delle Alpi' in piazza S. Maria Maggiore, aperto tutta la notte.
Nel 1860 i fratelli Giacosa aprono, di fronte a palazzo Strozzi, il loro Caffè, che in seguito sarà
ingrandito. Alla fine del secolo era di grande moda il caffè-ristorante Gambrinus, ispirato al
modello delle birrerie tedesche . A queste realtà che nascono si aggiungono le ormai consolidate
realtà dei Caffè Gilli, Pazwosky in piazza della Repubblica.
Il piazzale davanti al palazzo delle Cascine ad una data ora, secondo la stagione, si riempiva
di carrozze che vi si fermavano per dar tempo alle signore di ricevere le visite ed i saluti
di amici e conoscenti.
Con la capitale vennero parecchi negozianti di Torino, che portarono il gusto e il lusso di nuove botteghe.
Molti intellettuali, ad esempio Diego Martelli, si rammaricavano di vedere scomparire
la semplicità delle antiche botteghe fiorentine.
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